Ciceri&tria

Il piatto


Ciceri&tria è il piatto tipico più conosciuto della cucina salentina. E' una festa di colori e di consistenze, oltre che un felicissimo connubio di sapori. Chiara ne ha fatto un brand della moda per un giovane, ma molto talentuoso, stilista: Vanni Loperfido. La gustosissima pietanza si compone di pasta fresca, tipo tagliatella ma senza uovo, in parte fritta in olio extravergine d'oliva, i frizzuli, che viene messa sopra la pietanza finita e parte lessata nella stessa acqua con i ceci, e servita insieme ai legumi. Per insaporirla si usano le spezie della macchia mediterranea: la salvia, il rosmarino, il timo, la maggiorana, la menta e l'origano.


La storia


Ciceri&tria è un piatto che ha radici lontane, risalenti all’epoca Medievale ed in particolare alla colonizzazione araba della Sicilia, quando venne introdotto questo cibo secco simile alla pasta fritta, che gli arabi utilizzavano come scorte per i lunghi spostamenti degli eserciti, e che chiamavano ITRIYAH ( dall’arabo “pasta secca” o “pasta fritta”). Ancora oggi in molti paesi del Salento la parola “Tria” viene utilizzata come forma dialettale ad indicare la pasta utilizzata per questo piatto con i ceci, chiamato anche lajana e ciciri, massaciciri o massa di San Giuseppe. Tanto che in occasione di San Giuseppe, e quindi anche della festa del papà, ogni massaia prepara la Tria dall’ impasto semplicissimo: farina di semola di grano duro e acqua.


Il brand ciceri&tria


La festa viene organizzata da Chiara per lanciare la nuova collezione del brand cicere&tria di Vanni Loperfido che si chiama fireworks. Chiara è la madrina a tutti gli effetti di questo marchio emergente ma molto apprezzato e seguito: "un brand che fa di ogni vestito un’emozione. Le sue linee parlano, danno voce al nostro presente ma anche alle nostre contraddizioni, a quel tempo di mezzo, ormai indefinibile, che è la nostra vita. Linee morbide, pastose, avvolgenti, ma anche spigolose, croccanti, talvolta dure... ciceri&tria 'è la sintesi di tutto questo. Un piatto tipico della nostra terra che ha il sole nelle mani e dove tutto è possibile. Ciceri&tria è il manifesto di stile del nostro futuro'.


Come preparare ciceri&tria


La sera prima lasciate a bagno i ceci con un pizzico di bicarbonato. L'indomani, dopo averli sciacquati, fateli cuocere a fuoco lento in un pentola coperti completamente di acqua in cui avrete messo le foglie di alloro e che avrete regolato di sale. Fate cuocere in abbondante acqua, in cui avrete aggiunto i gambi di sedano e regolato di sale, 250 grammi di tria: il resto della pasta, invece, dovete friggerla in olio fino a che diventa di color ambra, scolatela e quindi tenetela da parte. In un capiente tegame fate soffriggere della cipolla tritata finemente (attenti a non bruciarla, si deve solo imbiondire ), unite la pasta fritta, la pasta bollita che avrete appena scolato e la zuppa di ceci. Mescolate bene il tutto, attendete un paio di minuti e servite ben caldo. A piacere spolverate con del prezzemolo tritato.


Il programma della festa è serrato: dopo i saluti di Chiara sarà servito agli invitati un piatto di ciceri&tria.

U n piatto tipico della nostra terra che ha il sole nelle mani e dove tutto è possibile. «Ciceri&tria è il manifesto di stile del nostro futuro», dice Chiara, affacciata al balconcino, annunciando il momento della cena.
La musica riprende volume. È "Voglio vivere così" cantata da Claudio Villa. In quel preciso momento, venti splendidi ragazzi, divisi in due file, escono lentamente dai lati del portone della casa.

Sembra una gara di nuoto sincronizzato. Tutti con i bermuda a righine di ciceri&tria e un grembiulino bianco, corto sul davanti. Camicie bianche, maniche lunghe arrotolate che lasciano scoperti i gomiti, espadrillas celesti. E piatti di pasta fumante in mano. Una volta distribuiti, rientrano in casa sempre uno dietro l’altro, con grazia, per poi ricominciare il giro. La casa sembra avvolta da un’aura d’altri tempi.